
Si sta concretizzando una sorta di ‘ritorno a Verona’ di Bruno Maderna nell’occasione della presentazione in prima esecuzione in tempi moderni del Concerto per pianoforte del 1941. E l’incontro di studio, a lui dedicato, con il titolo “Maderna e l’Italia musicale degli anni ‘40”, che si svolgerà il 10 ottobre prima del concerto serale al Filarmonico, vuole essere una degna apertura dell’evento ed un omaggio di Verona al suo illustre concittadino d’adozione. L’incontro, sostenuto come tutto l’evento dall’Accademia Filarmonica di Verona, che viene a chiudere la rassegna della Fondazione Arena, VeronaContemporanea/Intersezioni, si terrà nell’Auditorium Italo Montemezzi del Conservatorio E. F. Dall’Abaco.
E’ senza dubbio significativo che le più importanti istituzioni culturali, in ambito musicale, della città abbiano unito le loro forze ed è altrettanto rilevante che questa giornata si sia realizzata con il coordinamento di due studiosi, come Mario Baroni e Rossana Dalmonte, che da anni si stanno dedicando, con straordinaria passione e rigore scientifico, all’esegesi ed alla cura del patrimonio musicale maderniano.
La rassegna VeronaContemporanea, in questa edizione 2009, ha voluto proporre uno sguardo su alcuni aspetti della contemporaneità, all’insegna di una curiosità, tutta maderniana, verso la complessità e la diversità dei linguaggi, dalla musica accademica, a quella elettronica, attraverso alcune letture dei linguaggi del jazz, del rock e di altre tradizioni etniche, come quella indiana.
Bruno Maderna è stato un musicista che poteva passare dagli studi più radicali della musica dodecafonica e seriale, all’elettronica, alla composizione di musiche da film, all’arrangiamento delle songs di Kurt Weill e allo studio dei maestri del Rinascimento e del Barocco italiano; ed è proprio con il suo nome che significativamente si chiude il percorso di VeronaContemporanea 2009, con questa giornata che vede la partecipazione di importanti studiosi e ricercatori italiani.
Si parlerà dell’ambiente musicale degli anni veronesi, degli anni di formazione, da quelli dell’orchestrina paterna, all’ambiente romano, degli studi con Bustini e con Malipiero; quindi l’esegesi del concerto per pianoforte, presentato per la prima volta qui a Verona.
Non mancheranno gli interventi musicali a spezzare il fiume delle parole e degli interventi, con musiche maderniane eseguite da ensembles della classe di musica da camera del prof. Stefano Gentilini, a chiudere la mattinata, e a conclusione della giornata, un interprete d’eccezione, il pianista Paolo Birro a proporre una sua personale lettura, in una straordinaria prima esecuzione, di una serie di brani jazzistici dello stesso Maderna, provenienti da quell’autentico scrigno di manoscritti e testimonianze che è l’archivio Maderna di Bologna.