VeronaContemporanea

Intersezioni

4 giornate con la musica del nostro tempo

INTERSEZIONI … da una partitura ritrovata, di Fabio Zannoni

Spuntò quasi per caso, da una pila di vecchi spartiti, lasciati in un angolo; erano di Bianca Cohen, insegnante di pianoforte del conservatorio veronese, scomparsa qualche anno fa, che era stata amica intima di Bruno Maderna: una vecchia copia anastatica di una partitura manoscritta di un Concerto per pianoforte e orchestra di Maderna, sì proprio quella che tutti i cataloghi e le monografie davano per scomparsa!
La scoperta di questa traccia ‘veronese’ del grande “musicista europeo” ci ha quindi aperto ulteriormente lo sguardo sull’opera di questo compositore e direttore di successo, vissuto tra gli anni ’20 e gli anni ’70. Ci ha dato anche la possibilità di scoprire la sua apertura di vedute, rigoroso ricercatore ma profondamente immerso nel quotidiano, che aveva sempre manifestato una straordinaria curiosità nei confronti delle possibilità del linguaggio musicale di rinnovarsi: per il suo saper di guardare, oltre che al proprio interno, anche verso il mondo delle altre musiche, senza pregiudizi e atteggiamenti elitari.

Confortati dalla nuova sovrintendenza e dall’Accademia Filarmonica, è quindi maturato, contemporaneamente all’idea di eseguire questo Concerto, il progetto di una serie d’appuntamenti con la ‘musica contemporanea’ che andasse oltre la visione di una contemporaneità, appannaggio esclusivo della cosiddetta musica colta. Una rassegna che cercasse di cogliere, attraverso alcuni spunti e chiavi di lettura, il senso di alcune di quelle intersezioni che hanno attraversato il ‘900: il rock di un personaggio come Frank Zappa che si è confrontato con musicisti come Edgard Varèse e Pierre Boulez; l’avanguardia di Karlheinz Stockhausen, che negli anni ’70, è stata lo spunto per tutta una generazione di musicisti rock; anche la musica indiana - fin dalla ‘scoperta’ dei Beatles, oggetto esotico per eccellenza per tutto un occidente assetato di spiritualità - che con i suoi ritmi ha dato lo spunto ad un musicista rigoroso come Olivier Messiaen, per sviluppare nuovi elementi compositivi. Così il minimalismo, di Terry Riley e John Adams, che si è trovato ad attraversare, in maniera netta, l’orizzonte dei generi e degli orientamenti culturali, tra suggestioni zen, stilemi jazz e rock, assieme ad una tensione tutta ‘classica’ verso una coerente costruzione formale; mentre, in tale panorama, il linguaggio jazzistico veniva costantemente evolvendosi e caratterizzare il mondo sonoro di tutto il secolo che ci siamo lasciati alle spalle.
In una sua intervista di qualche anno fa Giovanna Marini lamentava: “la mancanza da parte della musica classica/contemporanea di assorbire elementi vitali”, per come la sua forte spinta iniziale: “si fosse assopita, addormentata, senza contatti con il pubblico, con i musicisti rinchiusi a fare celluline musicali assolutamente avvizzite, che non riescono a parlare”.
Ma il cosiddetto linguaggio sperimentale, nonostante il suo isolamento, è riuscito a contribuire a creare il colore e l’ambiente sonoro del nostro tempo, con tutte le commistioni e intersezioni che si sono venute a creare, anche nelle mutate condizioni che, oggi, ci sono per l’ascolto musicale: tra suoni e musiche ambientali o dalla cuffia di un I-pod.

Molto lo spazio dato ai giovani e ai nuovi talenti per i quattro appuntamenti di VeronaContemporanea: dal tardo pomeriggio alla sera, ci sarà l’occasione, per diversi tipi di pubblico, d’incontrarsi, per discutere, con le stimolanti introduzioni di Franco Fabbri, per ascoltare, accostati, diversi mondi musicali, messi a confronto, concerti da camera, musica etnica, jazz, ampi ensembles e momenti sinfonici con l’orchestra dell’Arena, con proiezioni video ed un break per un aperitivo. Per creare momento che possa essere di riflessione ma anche di divertimento e di piacevole incontro: noi ci proviamo!
 

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Omaggio a Bruno Maderna

Si sta concretizzando una sorta di ‘ritorno a Verona’ di Bruno Maderna nell’occasione della presentazione in prima esecuzione in tempi moderni del Concerto per pianoforte del 1941. E l’incontro di studio, a lui dedicato, con il titolo “Maderna e l’Italia musicale degli anni ‘40”, che si svolgerà il 10 ottobre prima del concerto serale al Filarmonico, vuole essere una degna apertura dell’evento ed un omaggio di Verona al suo illustre concittadino d’adozione. L’incontro, sostenuto come tutto l’evento dall’Accademia Filarmonica di Verona, che viene a chiudere la rassegna della Fondazione Arena, VeronaContemporanea/Intersezioni, si terrà nell’Auditorium Italo Montemezzi del Conservatorio E. F. Dall’Abaco.
E’ senza dubbio significativo che le più importanti istituzioni culturali, in ambito musicale, della città abbiano unito le loro forze ed è altrettanto rilevante che questa giornata si sia realizzata con il coordinamento di due studiosi, come Mario Baroni e Rossana Dalmonte, che da anni si stanno dedicando, con straordinaria passione e rigore scientifico, all’esegesi ed alla cura del patrimonio musicale maderniano.

La rassegna VeronaContemporanea, in questa edizione 2009, ha voluto proporre uno sguardo su alcuni aspetti della contemporaneità, all’insegna di una curiosità, tutta maderniana, verso la complessità e la diversità dei linguaggi, dalla musica accademica, a quella elettronica, attraverso alcune letture dei linguaggi del jazz, del rock e di altre tradizioni etniche, come quella indiana.
Bruno Maderna è stato un musicista che poteva passare dagli studi più radicali della musica dodecafonica e seriale, all’elettronica, alla composizione di musiche da film, all’arrangiamento delle songs di Kurt Weill e allo studio dei maestri del Rinascimento e del Barocco italiano; ed è proprio con il suo nome che significativamente si chiude il percorso di VeronaContemporanea 2009, con questa giornata che vede la partecipazione di importanti studiosi e ricercatori italiani.

Si parlerà dell’ambiente musicale degli anni veronesi, degli anni di formazione, da quelli dell’orchestrina paterna, all’ambiente romano, degli studi con Bustini e con Malipiero; quindi l’esegesi del concerto per pianoforte, presentato per la prima volta qui a Verona.

Non mancheranno gli interventi musicali a spezzare il fiume delle parole e degli interventi, con musiche maderniane eseguite da ensembles della classe di musica da camera del prof. Stefano Gentilini, a chiudere la mattinata, e a conclusione della giornata, un interprete d’eccezione, il pianista Paolo Birro a proporre una sua personale lettura, in una straordinaria prima esecuzione, di una serie di brani jazzistici dello stesso Maderna, provenienti da quell’autentico scrigno di manoscritti e testimonianze che è l’archivio Maderna di Bologna.
 
 

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